Quando anche il movimento fisico crea stress

Ultimamente mi sto applicando nello yoga – stile vinyasa e apprezzo moltissimo le varie fasi della pratica:

– l’ascolto iniziale e la respirazione meditativa

– il prendersi il tempo per rimanere connessi alle sensazioni durante le posizioni

– la posizione di rilassamento finale per ascoltare e far assimilare al corpo i benefici della pratica.

Sembra tutto molto lento ma in realtà quello che faccio tra queste fasi è molto intenso e fa sudare.

Per anni ho seguito dei programmi di allenamento americani, energici e orientati a fare il massimo nel minor tempo possibile. Sono stata attratta da queste proposte per il desiderio di muovermi e per riuscire a combinare gli allenamenti nella routine quotidiana di lavoro e famiglia. Per molto tempo ho letteralmente incastrato work out di trenta o quaranta minuti al mattino, prima che tutti si alzassero o alla sera, dopo che la casa ritornava al silenzio, cercando di fare il massimo nel poco tempo concesso.

 

Questo mi ha portato però ad accumulare molto stress per: – preoccupazione di essere interrotta durante l’allenamento e compromettere il ritmo degli esercizi – cercare di seguire la programmazione fissata degli allenamenti quotidiani – avere abbastanza tempo per recuperare le energie dall’allenamento pesante e per risistemarmi (doccia ecc).

 

I benefici del movimento fisico mi hanno sempre incoraggiato ad andare avanti ma desideravo trovare un approccio diverso, maggiormente conciliabile con gli altri impegni e più vicino ad un ritmo naturale.

 

 

In questo senso lo yoga mi sta offrendo molto:

– Le pause sono ammesse. Va bene anche se sono interrotta o se i miei figli vogliono farmi compagnia. Posso fermarmi qualche minuto e ripartire, senza avere la sensazione di aver perso il passo.

– E’ un’attività che si inserisce bene nella giornata . Posso modulare la pratica secondo la disponibilità di tempo che ho e, alla fine, mi sento più ricaricata che sfinita.

– Grazie al ritmo più dolce riesco ad farla più facilmente al mattino…Non è mai stato facile iniziare l’esercizio fisico a stomaco vuoto con salti, flessioni … alle 6 del mattino.

 

Il ritmo dello yoga e l’alternanza di momenti più intensi fisicamente con fasi di rilassamento e concentrazione, mi hanno ispiranto ad applicare lo stesso sistema a tutta la giornata.

E così ho iniziato a prendermi 5 minuti dopo aver sistemato la famiglia e prima di andare al lavoro per respirare all’aperto, in silenzio. Porto avanti il lavoro il più concentrata possibile e inserisco pause per alzarmi dalla sedia e muovere le gambe e le spalle.

In generale l’idea che a momenti moderatamente intensi posso far seguire delle pause di recupero mi incoraggiano e mi stimolano a essere costante e a progredire nel lavoro sul corpo con il movimento fisico.

 

 

Namasté 😉

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