La mia nuova consapevolezza del caffè amaro

    Per me il caffé è sempre stato un momento di coccola: caldo, confortante e dolce. Non ho mai amato i dolci ma il caffè zuccherato mi sembrava la chiusura perfetta di un pasto. Questo fino a quando non mi sono resa conto che era solo una convinzione.   Ho iniziato ad accorgermi che il caffè dolce preso al mattino scatenava sbalzi di energia, appetito improvviso. Nello stesso tempo, non ero più tanto sicura che mi piacesse la dolcezza dello zucchero in contrapposizione all’amaro del caffè.   Allora ho deciso di provare qualcosa di diverso e ho iniziato ad aggiungere non lo zucchero ma dell’acqua per allungarlo un po’. Desiderando però gustare l’aroma intenso del caffè ho presto abbandonato questo accorgimento e ho iniziato a berlo semplicemente amaro.   Cambiare un’abitudine che si pratica da anni sembra un’impresa, anche se si tratta di un semplice caffè. Prendere il caffè è un gesto che però ripeto almeno tre volte al giorno, vale a dire più di mille volte l’anno. Se faccio attenzione e miglioro questa esperienza quindi, miglioro un po’ anche la mia vita.   Così mi sono accorta che il caffè amaro è un vero tonico, un piacere consistente e intenso che dura a lungo e che per questo, me ne basta meno.   Ora tutte le volte che bevo un caffè, ho ancora l’impulso di prendere una zolletta di zucchero, perché la nuova abitudine non si è ancora consolidata completamente, ma se faccio subentrare la consapevolezza mi rendo subito conto del piacere e dei vantaggi della nuova scelta.   Un piccolo caffè è diventato per me una pratica di meditazione che mi mostra come ogni convinzione e abitudine può essere modificata per trarne un maggior benessere.

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