Perché uso il bento per il mio pranzo zen

Ho recentemente letto di un’idea per il controllo delle porzioni che propone dei contenitori predefiniti per ogni alimento e guidano nella preparazione delle quantità. Ho pensato subito che potrebbe essere un valido aiuto e riflettendo su questa idea mi sono resa conto che sto usando lo stesso sistema per il mio pranzo fuori casa. Si chiama bentō, un contenitore per il pranzo che in Giappone si usa da centinaia di anni.

Il bentō ha molti vantaggi per stare bene ed è anche un valido aiuto per perdere peso:

– è equilibrato. Solitamente la scatola del bentō è divisa in diversi settori, si può quindi visualizzare facilmente come prepararsi il pasto nelle giuste proporzioni. In quello più grande metto le verdure e uso gli spazi più piccoli per i cereali e le proteine. Faccio rifornimento di energia per il pomeriggio, pur rimanendo leggera.

– è una pausa di piacere. In Giappone hanno una serie di accessori per preparare dei bellissimi pasti bentō, soprattutto per i bambini.

Credits: justbento.com

Riescono a fare i personaggi dei cartoni con il riso e le alghe nori o intagliano le verdure a forma di fiore. Questo cibo semplice servito in una scatola riesce a coinvolgere tutti 5 i sensi, se ci si diverte a includere i 5 colori, le 5 cotture e i 5 gusti. E’ pura essenza di piacere in una giornata di lavoro e le combinazioni sono infinite.

è salutare. Prepararmi il mio pranzo a casa implica un minimo di organizzazione, ma mi permette di scegliere il meglio. Rispetto ai panini del bar, ai tranci di pizza presi al supermercato e mangiati alla scrivania, il bentō per me è stata una rivoluzione. Verdure al forno che sono buone anche a temperatura ambiente, insalate miste con nocciole e frutta, riso integrale, hummus da mangiare con le verdure crude. Piatti semplici da fare, ma succulenti e sani.

Credits: justbento.com

è frugale. Posso permettermi alimenti di qualità e risparmiare comunque rispetto ad un pranzo di lavoro al ristorante. Preparo cibo semplice come verdure saltate in padella, riso bianco, polpette di legumi o qualche pezzetto di seitan scottato. Gli avanzi del giorno prima, come un po’ di frittata, una fettina di torta salata, della focaccia, diventano bocconi prelibati.

– è zen. La preparazione del cibo e la sua disposizione nella scatola bentō, se fatta con cura e disposizione mentale, diventa un momento di meditazione, per calmare la mente e godersi l’attimo.

– è un atto di amore per sé o per gli altri. Preparare il pranzo e prendersi cura della persona produce energia positiva, il cibo diventa nutrimento per il corpo e per lo spirito.

Guarda un pò, è quasi ora di pranzo…

Buon bentō anche a te!

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